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La libertà è indivisibile

La libertà è indivisibile.
Lo disse per la prima volta John F. Kennedy nel suo
celebre discorso a Berlino e lo hanno ripetuto poi, in molti,
in questi giorni.
Se si accetta una pur anche minima limitazione alla
libertà, essa non solo perde di valore, ma diventa oggetto
di mercato. Non si può essere liberi a pezzi, al 99%, solo
per qualche ora al giorno, purchè non si parli di questo o di
quello. O si è liberi o non lo si è.
La libertà di parola è un bene collettivo che va difeso da
ogni attacco, da ogni tentativo di limitarlo, sia esso fatto con
le leggi, con le armi o con l’oblio. Non ha senso domandarsi
se siamo d’accordo con ciò che viene detto e solo in caso
affermativo difendere tale libertà.
Chiunque lo faccia non è un uomo libero.
La parola libera è ricca, ci consegna alla diversità,
all’altro, a ciò che non conosciamo, ci fa confrontare con le
nostre paure e con i nostri sogni, ci scuote e ci sostiene, ci
disturba e ci appaga.
Dobbiamo sostenerla, sempre, con atti concreti, con
quello che sappiamo fare: darle voce, generare dubbi,
spingere a riflettere. Insomma, fare libri.

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